Il dispiacere dell’onestà

Caro Massimo,
Per 27 anni sono stata una dipendente pubblica leale, sincera, corretta. Troppo, per alcune persone che non conoscono integrità morale. Quando il clima è diventato insopportabile, ho lasciato l’impiego comunale per l’ignoto. “Hai il dovere di andartene da dove non sei felice, da dove non sei te stesso, da dove non ti vogliono»: non recita così l’adagio? Decidere di andare via è stata una scelta pesante, complicata ma necessaria, davanti alla quale qualcuno mi aveva perfino suggerito il meschino espediente di mettermi in malattia e restare a carico dei cittadini attendendo tempi e amministratori migliori. Non li ho ascoltati …read more